«L'arte è per tutti e non nuoce gravemente alla salute.»

«L'Arte sarà ancora il filo indistruttibile e indissolubile che ci terrà legati alla vera essenza della natura umana.»

"Memento aMori" è un'antologia di dieci racconti, il cui titolo è ricalcato sul ben noto adagio Memento Mori, con il quale la tradizione moralistica antica ammoniva gli esseri umani di ricordarsi della propria natura mortale, così fragile e transitoria. Con l'arguta deformazione del motto latino, l'autore ci consente di individuare sin dal titolo i temi fondamentali dei suoi racconti.

L'esperienza della morte, variamente narrata e descritta, attraversa l'intero volume, raggiunge senza distinzione genitori, figli, fidanzati, ecc. Il lutto, i conflitti interiori, la follia, la gelosia, il rancore, i differenti modi con cui la sofferenza attanaglia le vite dei personaggi, sono raccontati in questo libro con un senso di pietà, profonda empatia, e autentica comprensione dell'umana debolezza.

"Memento Amori" è un invito a comprendere e ad abbracciare questa nostra umanità fragile e sofferente.

«Ieri all'artri regazzini j'ho detto

d'Enea fijo a Venere-Afrodite;

a quelli senza scola ha fatto effetto:

e 'ste storie nun s'erano sentite.

Je l'ho imitato Enea cò l'ermetto: 

"A' trojani annamo a foco, che dite,

sò 'na brugna, me gonfio... sò allergico:

me sarva solo un fugone... energico.»

«Non so, non lo so.
Forse, forse c’è un modo per capire meglio e di più.
Adesso rileggerò tutto ad alta voce.
Mi sforzerò di ascoltare bene per giudicare non tanto la forma quanto i concetti.
Ho bisogno di sapere se ero malato, se sono guarito, se sto bene, se sto bene per me stesso.
Se posso stare bene insieme agli altri.
Avanti.
Ecco, non debbo leggere coricato, potrei compiacermi.
Sto seduto, vigile, attento.
Vediamo.»

Alex Bloise Diana, autrice libereriana di lungo corso e inventrice del genere "flussopoeticonarrativo"; e Franco Barbato, cileno, fondatore dell'Irrealismo poetico.

Due poeti d'eccellenza per un'opera a due mani (quattro su tastiera) che è un lungo discorso in versi attorno a tre domande o tre chiavi nevralgiche dei nostri tempi e forse di tutti i tempi: Guerra, Vuoto, Umanità.

L'attesissima "nuova edizione non riveduta" della famosa opera-manifesto di A.M.

Prefazione di Roberto Inzitari.

«Questo volume di poesie è identico al precedente “I miei silenzi” (stampato da Oasi Federico Onlus nel 2004, ndr), solo che è più ampliato. Ho messo più poesie cosiddette “celtiche” rispetto al precedente volume e tolto altre. Ho aggiunto anche più poesie descrittive.»

«Mi chiamo Majlinda Petraj ma quando si parla di Poesia mi sento Mishel.

Il mio primo libro, estratto di una consapevolezza interiore, rimarrà sempre un bellissimo traguardo, reso possibile sempre grazie a Libereria. Però, questo secondo libro, è senza ombra di dubbio l'essenza di ciò che sono, di una crescita interiore e artistica, un percorso impegnativo e laborioso con i miei simili, dentro la casa libereriana.

Sento di potervi offrire un 'posto' dove trovarvi, essere compresi e infine amati.

Nel creare questo libro, sono emerse naturali e spontanee le varie parti che lo compongono. Come conferma dell'importanza che ha il tutto dentro di me. 

Alla fine, è un Dono.

Eccolo.»