«L'arte è per tutti e non nuoce gravemente alla salute.»

«L'Arte sarà ancora il filo indistruttibile e indissolubile che ci terrà legati alla vera essenza della natura umana.»

"Memento aMori" è un'antologia di dieci racconti, il cui titolo è ricalcato sul ben noto adagio Memento Mori, con il quale la tradizione moralistica antica ammoniva gli esseri umani di ricordarsi della propria natura mortale, così fragile e transitoria. Con l'arguta deformazione del motto latino, l'autore ci consente di individuare sin dal titolo i temi fondamentali dei suoi racconti.

L'esperienza della morte, variamente narrata e descritta, attraversa l'intero volume, raggiunge senza distinzione genitori, figli, fidanzati, ecc. Il lutto, i conflitti interiori, la follia, la gelosia, il rancore, i differenti modi con cui la sofferenza attanaglia le vite dei personaggi, sono raccontati in questo libro con un senso di pietà, profonda empatia, e autentica comprensione dell'umana debolezza.

"Memento Amori" è un invito a comprendere e ad abbracciare questa nostra umanità fragile e sofferente.

«Era il 2017 e, come affezionata frequentatrice delle manifestazioni di Gradara, fui invitata a tenere una conferenza, forse più un amichevole incontro, alla manifestazione “Gradara ‘800 a vapore”, sulle scoperte che hanno cambiato il mondo. E proprio in quel frangente ebbi la spinta a scavare cosa ci fosse nel passato più lontano, le scoperte che avevano irrorato il terreno della tecnologia fino alla robotica. Di lì a poche ore anche un racconto nasceva, mentre immaginavo un passato enormemente ricco d’intuizioni, di scienza, di basilari concetti meccanici, dalla fisica alla filosofia. Pensavo a come noi esseri umani siamo stati nel tempo aiutati e sostenuti dalle grandi scoperte. Inimmaginabile il vaso di Pandora che si è schiuso. Mi sono trovata a faccia a faccia con la natura umana e attraverso i robot ne ho analizzato i comportamenti, quelli peggiori. La tecnologia - il progresso - deve necessariamente apportare un miglioramento, uno sviluppo, una evoluzione; a volte mi chiedo, osservando il modo nel quale gli esseri umani vivono e manipolano la natura, se questo realmente sia avvenuto.»

«Ieri all'artri regazzini j'ho detto

d'Enea fijo a Venere-Afrodite;

a quelli senza scola ha fatto effetto:

e 'ste storie nun s'erano sentite.

Je l'ho imitato Enea cò l'ermetto: 

"A' trojani annamo a foco, che dite,

sò 'na brugna, me gonfio... sò allergico:

me sarva solo un fugone... energico.»

«Non so, non lo so.
Forse, forse c’è un modo per capire meglio e di più.
Adesso rileggerò tutto ad alta voce.
Mi sforzerò di ascoltare bene per giudicare non tanto la forma quanto i concetti.
Ho bisogno di sapere se ero malato, se sono guarito, se sto bene, se sto bene per me stesso.
Se posso stare bene insieme agli altri.
Avanti.
Ecco, non debbo leggere coricato, potrei compiacermi.
Sto seduto, vigile, attento.
Vediamo.»

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