«I ricordi e le cose stesse che li caratterizzano sono senz'altro qualcosa ricco di magia che si trova in noi e li conserviamo per riviverli e non dimenticarne le emozioni. Tendiamo spesso a considerarli come un peso o un insieme di rimpianti o come il semplice trascorrere del tempo, ma dovremmo fermarci e osservare la bellezza delle cose passate.»

"Veramente quant’io del regno santo

nella mia mente potei far tesoro,

sarà ora matera del mio canto…”

Ciò che lega tutte le poesie è l’accettazione non soltanto dell’Altro da noi ma anche del diverso che è dentro di noi. C’è la necessità di includere con coerenza le contraddizioni, le azioni d’impulso e gli stati evolutivi sia fisici che psichici ai quali siamo soggetti in quanto esistenti in uno spazio e in un tempo e contemporaneamente la volontà di avere consapevolezza che di fatto ognuno evade queste leggi gravitazionali quando s’incammina nel sentiero delle emozioni e dei sentimenti… parlare d’amore sembra ancora troppo poco.

L'attesissimo ritorno di una nostra grande voce poetica, col secondo capitolo della sua ricerca in versi. Qui si va sempre più nelle profondità e sempre più si trova luce, la luce delle buone domande, e della lingua geniale e spudorata e amorevole di Laurent Vercken de Vreuschmen.

«L'arte è per tutti e non nuoce gravemente alla salute.»

«L'Arte sarà ancora il filo indistruttibile e indissolubile che ci terrà legati alla vera essenza della natura umana.»

«La realtà nasconde ed esercita un ritmo nell'osservare umano e in tutti i suoi cimenti: Andrea Cacopardo ne possiede le chiavi che non usa però, da meraviglioso scassinatore del poetare. È il colpo di coda del genio moderno che tenta la frustata frammentando i destini del suono: lui sceglie quelli più improbabili e li tatua, con l'ironia dell'ago e l'imprevedibilità del mago, su queste pagine; provando a comporli nelle trame del senso vi ritroverete al confine tra ciò che è lèggere - dunque volare - e ciò che è comprendere, dunque precipitare sui territori angusti del canto umano e della sua matematica. [...]»

                                                                                    V. P.

Due  giovani donne dei nostri giorni, Matilde e Beatrice. I loro destini si sono incrociati quando i rispettivi bambini erano molto piccoli, al parco e poi a scuola.  Un’amicizia immediata che si era rafforzata sempre più con il passare degli anni anche se le loro personalità erano molto differenti come pure le rispettive  professioni. Le accomunava l’eleganza e la bellezza […] All’improvviso è messo quasi tutto in discussione!

«I Luoghi dell'uomo, che costruisce e trasforma la realtà fisica a lui circostante, sono soggetti di grande fascino quando viene meno la loro funzione ed entrano nella fatidica fase dell'attesa di una nuova destinazione d'uso.

Sono parti del nostro spazio vitale, spesso urbano, che vengono fissate nella loro esistenza a un momento, quello finale del loro ciclo, restando in quella sorta di atemporalità del non uso che li rende serbatoi di memorie.»

«È una cosa il Poeta? È qualcosa? Cos’è il poeta?

Un ricercatore di densità. Un soppesatore della parola. Un creatore di linguemondi. Uno scontento del banale e del solito. Un frequentatore dell’altrove. Un Orfeo che cerca le parole perdute dell’Orfeo Primo, quello che nei nostri compari Ovidio e Virgilio vince nel non dire, vince nel non detto. Si eterna in ciò che, del suo canto, non viene detto a noi. [...]

Un secondo Sé è sempre in qualche modo padre di un primo. In ciò Poesia è salvezza vera almeno quanto è la nonrealtà più vera. Ma le graduatorie e le gerarchie antipatiche le fa il mondo. Tu che leggi, invece, stai vivendo sull’orlo delle pagine di un libro. Col cuore ben oltre l’Ade, ben contro l’Ade. Sei pronto all’emozione. Sei pronto a non essere mai pronto a voltarti. Sei pronto a rivoltarti. È una cosa il Poeta? Cos’è il Poeta? Un secondo Sé che rende seconde le lingue usuali da cui nasce per rivolta. È qualcosa il Poeta? È spendibile e usabile dal salvabile? Abbi coraggio, leggi questo potente e delicato libro e risponditi, se salvabile sei.»

                                                                                  A.M.

«Ho scelto di mettere a nudo la mia anima, tirando fuori tutto quello che, in qualche modo, è rimasto seppellito nel silenzio più assoluto. Sono solo parole, potete pensarlo ma vi prego, ricordatevi sempre che dietro alle parole, brutte o belle che siano, ci sono io, e dietro di me tante altre persone che si sentono come me.
Sono nessuno e non voglio e non desidero essere qualcuno.
Voglio solo far sentire la voce... quella voce che potrebbe essere la tua, che stai leggendo ora, e parla di lutto, di amore, di sopravvivenza e di fallimenti, di essere madre o padre, fratello o sorella, donna o uomo o molto semplicemente essere umano.
[…]
Scrivo di cuore, per il cuore, il mio e di chi si ritroverà nelle mie parole e anche di quelli pronti a criticare, io sono pronta a sentirli.
Qual è il punto?
Il punto è che io non sono altro che questo, una penna.»

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