Chiudono librerie.
Facile dare la colpa ad Amazon (che ovviamente noi non amiamo).
Il fatto è invece che non si sa più fare, non si vuole più fare, una seria politica culturale.
Gli editori sono commercianti sciacalli. Specialmente tutti. (Dovrebbero chiudere loro. E chiuderanno.)
I “distributori” si fottono il 70% di tutto. Per fare niente. Per fare mafia e pizzi e comparaggi come i medici sulle marche dei farmaci.
“Fortuna” che almeno poi il macero è abusivo e quindi gratuito.
Ma è una fortuna di chi intasca, e non è mai l’Autore.
Se vogliamo tornare a vedere buone opere, dobbiamo restituire centralità agli Autori.
Dobbiamo riprendercela, conquistarcela, meritarcela, la centralità, noi Autori.
Chiudono librerie, ed è tristissimo, certo.
Quanto meritato, a volte (per la precisione, meritatissimo nel caso delle librerie che sono “catene” dei grossi latifondi ben noti; non le librerie piccole, indipendenti, di gente seria).
Chiudono librerie. Ma è proprio qui, il punto esatto dove sapevamo che serviva, e abbiamo fatto, e serve, e servirà, e sta vincendo, e stravincerà, a nome e in nome e a esclusivo favore degli Autori,
Libereria.

Fatevi avanti. Salvatevi. Dateci una mano. Non dormite.

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