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21 DICEMBRE di Flavio Paolo Cartosio


Ora lasciatemi dormire Mr Ballantine mi stacca dal mondo in una stanza che sa di treno della sera mentre sussurro una poesia al vuoto a pochi respiri dalle sabbie mobili I cani abbaiano nel vicolo non riescono a starsene quieti La cornacchia è scesa silenziosa da una feritoia nel cielo nero di Yule lillà tra le piume Li scruta con pupille color liquirizia un indovinello appeso alla coda dell'occhio Silenzio che rimbomba impiccandosi all'insegna sigarette self-service mentre ragazze inarrivabili piccole dolci pallottole accettano scommesse Reggiseni neri giocano una partita a flipper alla fermata dell'autobus con l'orfanotrofio dei cuori sottosopra nella notte dei poveri e dei solitari Zio Tom è uscito dal suo nascondiglio coscia di pollo in carta stagnola sigaretta resuscitata poesia muta lavorata dal buio sotto la luna dei crisoliti Le Ore Piccole stanno bruciando le chitarre girando a trentatré nella camera a fianco Anime in pena serrature senza la chiave allungano il momento ordinando scorciatoie al banco della Fine dell'ovest Mettono in scena un lento suicidio nel loro presente di gomme da masticare Prendo appunti matita e lume di candela in equilibrio sull'onda distillata oro chiaro di Scozia Potrei essere sull'autostrada a raccogliere conchiglie sul lungomare a suonare un pezzo di Zappa a stipulare un contratto d'affitto per una storia sentimentale Potrei essere ovunque alla fine della bottiglia in prima fila ad ammirare il nuovo sole bambino figlio della promessa Scrivo geroglifici incomprensibili mentre sistemo la cravatta a Louis Amstrong Un taxi parcheggia nel momento preciso della notte in ginocchio I cani abbaiano e abbaiano Reggiseno nero nessuno ti amerà come potrei fare io Non riesco a mettermi a letto Un pensiero tira l'altro sollevando ghiaia nel tentativo di dimenticarla È una storia che annoia ed è tutto quello che ho riflessa nella carta stagnola di un pacchetto di Lucky Noi due su un tronco d'albero una promessa rotolata su prati e violette Sto diventando pietra Sto diventando vapore motore che gira al minimo stelle pallide il suo sorriso cani che abbaiano Tutto quello che è successo è successo. Rimane solo una quercia una cicatrice sbiadita nel bosco delle more selvatiche.


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