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adA di Roberto Inzitari


io e te sappiamo

dei corridoi in cui Teseo e Arianna dipanano il loro filo,

come lo trovano, come lo seguono,

come lo spezzano, come lo riannodano,

alcuni motivi per cui lo pérdono, uno o più,

uno, per cui lo tengono.

Conosciamo molto.

Non sappiamo tutto.

io e te sentiamo,

l’aria, la nota che emette uno strappo d’anima,

del diapason la vibrazione che la ricuce,

l’arrivo di un pensiero, Scirocco o Maestrale,

le polarità dei magneti, il rumore degli occhi,

la carezza di una preghiera, l’odore di un sorriso,

forse quello di un angelo, chissà.

Sentiamo molto.

Non sentiamo tutto.

io e te non guardiamo, vediamo

le pareti cieche del labirinto, se c’è porta o

minuscola finestra senza conoscer la misura,

le bussole altrui con l’ago storto.

Dei prezzi le diapositive a luce spenta,

e senza proiettore.

Guardiamo tutto.

Non vediamo molto.

Simile, forse, a quella algebrica è la matematica dell’anima:

+ x + = + il risultato è debole di fronte alla vita.

+ x - = - il risultato è certo.

- x - = + il risultato può essere autentico, forte perchè completo

non se per fuggire da,

ma se per correre incontro a.

Chissà.

Ancora molti debiti da saldare,

tra cui, per me,

anche uno di fede.


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