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STILE di Alessandro Mazzà


Non di ciò che guardi e che dici mi nutro. Non del fatto che guardi e che dici. Gioisco per l'esistenza di quell'occhio, di quella lingua tutta interiore, tutta perduta, tutta rifondata, di quell'indicibile che si dice. Di quella voce che dice di sé: sono indicibile. Confermandosi, contraddicendo. Gioisco se esiste il guardabile e il dicibile, se sa manifestarsi e sa sparire. Gioisco e spariscono i fatti. Dico che gioisco, e sono illeggibile. Il mondo che non si compie mai e non ha niente da assolvere, quest'idea di mondo si consola in chi è consolato, è salva in chi assiste e attende, in chi per sempre è qui e adesso. Sono te, poeta, sto a distanza. Abito la profondissima superficie dello stile, la lama del pugnale.


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