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IL SOGNO NASCOSTO (estratto cap. 17) di Giovanni Barco


A volte il destino riserva incontri che possono cambiare i modi di comportarsi con sé stessi e con gli altri, oppure a volte, sono le persone che si trovano, a creare insieme, da piccole molecole perse nello spazio, un atomo forte e solido, necessario a costruire una materia viva, ed essere allo stesso tempo parte di essa. E questo potrebbe definirsi incontro del destino, o casualità, o rarità. Non è ancora chiaro. È difficile dare un perché, quando si cominciano a sentire certe cose per la prima volta. A volte è meglio prima sentire, per poter poi capire. Felice riguarda Gaia, questa volta però in maniera diversa: non con uno sguardo attento, ma di più. Penetrante.

Lei se ne accorge, e si lascia guardare. Vorrebbe sfogarsi per questo suo nuovo sfogo. Non ci riesce. Si lascia trasportare da quegli occhi, che sembrano volerle dire: “Non sei sola, ci sono io qui con te.” Nemmeno Felice riesce a dirle una parola di conforto; la forza del suo sguardo intenso lo sta già facendo. Gaia avverte che una luce alla fine del tunnel, un sole nella sua anima si insidia; qualcuno, anzi, una persona si è resa conto che lei esiste, ed allo stesso tempo, lotta insieme a lei contro la sua parte più oscura. Un brivido fortissimo le percorre la schiena da cima a fondo, mentre si sente trapassata dallo sguardo di Felice. Si sente all’improvviso, tutta ad un tratto, protetta, sicura e libera. Le viene istintivo continuare a farsi guardare da lui, che per farle sentire ancora di più la dolcezza del suo sguardo, lentamente, quasi tremando, la abbraccia.

Spontaneamente, con un dolcezza così forte, di cui non è mai stato capace fino ad ora. Un po’ per timidezza, o svogliatezza, fino a quel momento, non è mai stato capace di scoprire ed estrarre dalla terra del suo cuore la dolcezza che è in lui. Gaia si perde tra le braccia del ragazzo, si lascia andare, si abbandona all’abbraccio più dolce della sua vita. Le viene istintivo accarezzare la schiena di Felice.

Una carezza, come a voler dire ‘Grazie’. Non uno qualunque, bensì speciale, che non è mai stata contenta di dare a qualcuno. I loro corpi sono​ avvolti in un unico corpo, i battiti del cuore si fanno più forti; le voci dell’anima parlano, e finalmente cominciano a farsi sentire, un po’ più chiaramente. Sembrano voler dire: “Un’anima sola, se viene confortata da un’altra anima sola, finisce per diventarne un’altra più grande.” Un conforto che non sta in un’anima da cercare apposta, ma da trovare, così com’è, come viene. Questo accade ai due giovani, che stanno scoprendo, a poco a poco, di trovarsi. Le stelle illuminano questa notte speciale, come sogni appesi nel buio del firmamento; sogni di chi, al buio, continua a barcollare; ma quando trova quella persona speciale, ha subito voglia di volare, e di brillare. Il volo dei due ragazzi comincia piano piano. Il tempo di scoprirsi, e poi chissà...


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