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PIOGGIA E LANCETTE di Gianluca Sonnessa


La notte divoratrice e non madre dei sogni, strappava fotogrammi di vita lasciando sanguinare i ricordi rimasti aperti.

Solo l'orologio a muro rompeva il silenzio, mentre gli occhi cercavano tra le crepe del soffitto un'imperfezione nell'intonaco capace di ricordare un sorriso.

Pensò che le lancette non si incontrano mai.

Hanno velocità diverse l'una dall'altra, peso differente, una lunghezza che le caratterizza, e continuano il loro cammino sfiorando i numeri più o meno volte durante il giorno che insieme scandiscono.

Ognuna avanza, noncurante delle altre, anche se il loro movimento è solo parte di un meccanismo ben più grande.

Per questo le lancette non si incontrano mai.

Perché non sanno aspettarsi, non riescono a cambiare velocità, non sanno cosa significhi saper tornare indietro.

In fondo lo fanno anche le persone, quando avviluppate nelle proprie vite camminano, corrono, arrancano o si arrampicano, come se ogni loro movimento fosse slegato da quello di ogni altro essere vivente.

E come lancette, le persone non si incontrano mai.

"Pioggia" pensò aprendo le persiane, "continua a piovermi dentro, e nonostante tutto i rami di questo cuore continuano a lasciar cadere le foglie."


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