Cerca
  • Libereria

RICORDI D'ESTATE di Giovanni Barco


Era tornata in quella campagna dopo dieci anni. Nulla era cambiato da allora. Merito

di suo padre che l'aveva curata con tanto amore per tutto questo tempo. Fino ad oggi

che Anna, la sua unica figlia, era rientrata da Roma per le ferie di agosto. La ragazza

si addentrò nella campagna e qualcosa catturò la sua attenzione: dei fiori vicino al

muretto nei pressi della porta d'ingresso. Si avvicinò per toccarli. Li annusò. Il loro

profumo le fece tornare in mente quei giorni in cui da bambina giocava ogni estate a

raccogliere fiori qua e là per fare delle composizioni floreali a dir poco meravigliose.

E poi le mostrava ai suoi genitori, con aria di orgoglio. Si ricordò anche di quante

corsa faceva lì, nei prati, con le amiche, per vedere a chi per prima arrivava a quel

muretto dove vi erano questi fiori meravigliosi. Poi dopo il sogno riaprì gli occhi: era

tornata a casa. E quest'estate non se la sarebbe persa. Se la sarebbe goduta fino in

fondo. Con la sua famiglia e coi suoi fiori.


6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof