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LISERGICO (a Verona) di Marco Zanni


L'amore non esiste. La vita la morte nemmeno. Solo connessioni strette, avvinte. Vinte. Ci crediamo vincitori ma siamo terre di conquista. Vinti. Imbrattati. Rovinati. Venti gelidi attraversano le ossa e ritornano. Venti gli anni attraversano la vita una sola volta. All in. Una grande slot machine. Musica e colori. La velina del prestigiatore. Il prestigio rapido e finto che nasconde l'incubo finto e profondo. Finto il fondo doppio e triplo. Finti noi, altri universi sotto i piedi e nella testa. Siamo solo passaggi di stato, di istanti passati, nostalgia di quel che è stato. Viviamo nel ricordo di chi rimane, ma non rimane vivo nessuno, nemmeno il ricordo. Decapitato osservo la mia testa rotolare. Capita anche questo da queste parti.


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