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A TE GIUNGA IL MIO CANTO di Doria Tacchia


Ho preso una penna e un foglio bianco per scriverti, per raccontarti quello che ho visto oggi al tramonto, ma non potevo diluire il mio sguardo in queste inutili parole, allora ti ho parlato, sottovoce per non disturbare la quiete intorno, mi senti?

È quella siepe in fondo che esclude lo sguardo dell'ultimo orizzonte, e là, oltre ci sei tu, mentre percorri le strade che io non conosco, mentre gli alberi neri del viale in ombra ti proteggono, mentre un solo piccolo spicchio di luna illumina i tuoi occhi, che tanto mi somigliano.

Vorrei cantarti ancora quella tenera dolce canzone, mentre la tua piccola mano cercava il mio viso e io il tuo caldo sorriso.

Passa il tempo e non si cura di tutto o forse di niente, ma so che ci attraversa, a volte crudele, altre ci accarezza.

Se piango ora è solo per bagnare la terra arida di quel campo di papaveri rossi dove imparammo a volare.


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