Cerca
  • Libereria

LE TUE PAROLE (ad Alessandro Mazzà) di Marco Zanni


Nel mio giardino c'era solo erba alta. Le tue parole come punti di rottura Hanno tracciato linee di cammino. Linee come lame oltre la vendetta Un passo avanti sui rasoi delle mie colpe, Brancolare sulla densità di macerie Che nemmeno sospettavo Scelte scartate modellate Midollo vibrante compatibile al trapianto. Ci siamo messi in salvo Dalla consapevolezza dei nostri errori Trapiantato rabbia e chiodi Seminato amori ed espedienti. Forte nell'arte di arrangiarmi Ho coltivato l'armonia nell'esperienza. Le tue parole sono cresciute come canzoni all'impazzata Sbocciate distorte di impoetica responsabilità. Le tue parole trascinate da attenzioni ricambiate Hanno ricucito trame di cambiamenti inevitabili. Le tue parole danneggiate e riplasmate alla fine per me hanno fatto germoglio. È fiorito il mio giardino dei colori dell'incongruenza.


5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

NVS229 di Alessandro Mazzà

Perché ho in testa una canzone? Non è veramente nella mia testa mi sta dicendo cos’è una testa Cos’è una canzone? È la figlia e la madre della musica e non è una risposta e non è una risposta questa O

SENZA TITOLO di Jans Illusion

Nel mio mondo ormai artefatto Lei non appare mai e si naviga nel tormento.

IL VOLO DEI GABBIANI di Sandra Iai

Strappami dalle grinfie del mondo il volo dei gabbiani dice che hai la forza per farlo Solleva quest'involucro dalla cera che cola da questa pozza di sangue creata dal pensiero Afferra i miei polsi e