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  • Libereria

NVS48 di Alessandro Mazzà


Al centro di parole profanate respiro amore e morte immaginata si danno il cambio da pochi millenni

La testa abbandonata la scintilla rilegge un libro di stagioni perse il malinteso è il risaputo dio

Non detto si agita dietro una porta ciò che è passato e che ormai non resiste divide il detto dall’ancora detto

Ma dovrei finalmente uscire io


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Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof