Cerca
  • Libereria

LABIRINTI di Marco Zanni


Non trarre conclusioni affrettate, I nostri piedi poggiano su un pavimento Di sabbia incandescente, fluorescente. Estranei al rimorso contiamo le pietre Impastate tra i muri che ci dividono, residui, Macerie uniformi stravolte di sussurri. Fuliggine ricopre la successione dei giorni Mentre la pressione dei nostri nomi pronunciati Allenta l'evidenza delle nostre strade in rovina. I tuoi occhi saranno un credo conquistato, I tuoi stupori un chiasso solenne, Le tue mani il tocco della terra La tua voce un cristallo smisurato. Il resto sono ombre, lamiere e cemento. Un labirinto impossibile di preghiere devastanti.


3 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

NVS164 di Alessandro Mazzà

I poeti che invecchiano hanno una lunga stagione finale Hanno capito finalmente tutto della vita ammettono anche me al loro circolo dove continuo a non salutare nessuno Fuori c'è il mondo di fuori al

RIPOSO di Sandra Iai

Lascia andare per quanto ti sforzi per quanto tenti di serrare le dita l'acqua scorre e riuscirà a passare Lascia perdere i tuoi pensieri ti torturano la rabbia per le ingiustizie ti impedisce un sonn

© 2017 Libereria