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TRA LE CALLI di Doria Tacchia


Venezia è come una macchia che sanguina sulla mia pelle,

le mie parole sono inutili e incapaci di esprimere, Lei mi ha inghiottito un tempo e ora mi ha lasciata ciondolare tra le calli, sulla sponda della riva, tra l'odore della laguna illuminata da una mezza luna stanca.

Le mani nelle tasche per cercare ciò che ho smarrito, e mentre cammino, di colpo mi fermo perché ho riconosciuto un vecchio portone complice della mia giovinezza, a fianco una fontana, ora muta.

Galleggia la mia isola e si aggrappa ai suoi ponti, l'acqua la culla e Lei è smarrita, ha perso i suoi figli, le sue finestre come occhi riflettono nell'acqua le sue lacrime.

Mi tuffo ancora tra le sue braccia che mi riscaldano i ricordi.

Ora corro così in fretta, per cercare in qualche angolo che ancora non sia stato calpestato, la sua splendida esistenza.


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