Cerca
  • Libereria

TRA LE CALLI di Doria Tacchia


Venezia è come una macchia che sanguina sulla mia pelle,

le mie parole sono inutili e incapaci di esprimere, Lei mi ha inghiottito un tempo e ora mi ha lasciata ciondolare tra le calli, sulla sponda della riva, tra l'odore della laguna illuminata da una mezza luna stanca.

Le mani nelle tasche per cercare ciò che ho smarrito, e mentre cammino, di colpo mi fermo perché ho riconosciuto un vecchio portone complice della mia giovinezza, a fianco una fontana, ora muta.

Galleggia la mia isola e si aggrappa ai suoi ponti, l'acqua la culla e Lei è smarrita, ha perso i suoi figli, le sue finestre come occhi riflettono nell'acqua le sue lacrime.

Mi tuffo ancora tra le sue braccia che mi riscaldano i ricordi.

Ora corro così in fretta, per cercare in qualche angolo che ancora non sia stato calpestato, la sua splendida esistenza.


14 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Se muoio adesso c’è una serie di cose non finite c’è una serie di cose che non andavano finite c’è una domanda su cosa sia davvero una cosa finita ma è una domanda che ci sarebbe in ogni caso c’è una

Ma che bella sera stasera amore mio con i tuoi baffi che tagliano il cielo e i capelli che fuggono dalla nuca e mi raccontano canzoni di traverso quelle che la poesia sgattaiola qua e l¢ Ma che bella

È sbagliato pretendere di più sbracciare sempre alla ricerca di quello che non puoi trovare. È sbagliato andare fuori tempo, fuori luogo, fuori tutto. È sbagliato ma io non son capace di percorrere st