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AMPLESSO di Antonio Ardizzone


Se guardi, vedrai che non è poi così male questo mare fluviale, l'hai detto anche tu che a volte è meglio aspettare la pioggia che cade

Se guardi vedrai nelle sere cos'è la solitudine un viaggiare oltre allora oltre poi fra quello che saremmo potuti essere noi un'amore grecale che mai davvero neanche tutti gli dei l'idea reale di ciò che se guardi vedrai

Se guardi, vedrai l'assassinato amore contemporaneo se non è antico o moderno oltremodo non può essere che vano

Se guardi vedrai la mia mano ora non ha profumo ché di spine ammaccate sanguinarie di sangue buono che s'addenza al ricordo isolato di averne alcuno affiorata paura, ventura d'infantilismo profano se guardi vedrai come lieve si trasfonde scarlatto d'acquolina alla bocca da pensare d'esser matto oltretutto non è un sogno distratto intontito con gli occhi a puntare sul setto è barocco bislacco di pareti private del tetto è il nastro di un pacco precedentemente aperto col contenuto intatto nel senso che se lo son fatto è sangue d'inchiostro che non basta per lo scritto Se guardi vedrai fino al prossimo atto

Ché non è più solo una questione di sale quando l'attesa è esistenziale non c'è dove se dove è dove sei, come non c'è come se come è come sai, fai che non c'è mai se mai è mai oltretutto oltremodo oltre allora e oltre poi dove come fai mai sai... Se guardi, vedrai


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