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ANATOMIA DI UN FIORE di Gianluca Sonnessa


Mi trovi così, e così puoi lasciarmi se vuoi.

Le parti fondamentali, quelle che stanno al centro e che tengono la struttura sono già al loro posto, il resto lo chiamano disordine.

E io sono l'ordinato disordine per cui ho combattuto.

Mi trovi così, e non puoi più cambiare le colonne che reggono la mia esistenza ma puoi completarla.

Ho le braccia aperte, il petto scoperto, il battito irregolare se mi entri negli occhi.

Puoi poggiare la tua guancia sul nostro tatuaggio, allora queste braccia si chiuderanno, come petali che di notte proteggono lo stimma dal freddo.

Siamo miracoli in base due, non dimenticarlo.

Abbiamo due mani, due occhi, due orecchie, due narici.

Quando mi dirai che "abbiamo un solo cuore" ti risponderò che batte perché formato da due ventricoli.

E se risponderai che abbiamo solo una bocca ti dirò che due son le labbra.

Avvicina le tue alle mie screpolate dal tempo, e guariranno, come sempre è successo.

Ti ho mai detto come il nome che indossi ha ben poca importanza se paragonato al suono dei passi che ti avvicinano a me?

Ma forse lo senti il mio silenzio, non ha bisogno di parola il filo di seta che unisce lo sguardo di due anime sedute sulla panchina.

Il cielo si ferma per guardarci, un bacio dura più del tramonto.

E noi siamo qui.

A non dirci più nulla, a guardarci soltanto, a lasciare che il vento ci mischi il respiro.


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