Cerca
  • Libereria

ANATOMIA DI UN FIORE di Gianluca Sonnessa


Mi trovi così, e così puoi lasciarmi se vuoi.

Le parti fondamentali, quelle che stanno al centro e che tengono la struttura sono già al loro posto, il resto lo chiamano disordine.

E io sono l'ordinato disordine per cui ho combattuto.

Mi trovi così, e non puoi più cambiare le colonne che reggono la mia esistenza ma puoi completarla.

Ho le braccia aperte, il petto scoperto, il battito irregolare se mi entri negli occhi.

Puoi poggiare la tua guancia sul nostro tatuaggio, allora queste braccia si chiuderanno, come petali che di notte proteggono lo stimma dal freddo.

Siamo miracoli in base due, non dimenticarlo.

Abbiamo due mani, due occhi, due orecchie, due narici.

Quando mi dirai che "abbiamo un solo cuore" ti risponderò che batte perché formato da due ventricoli.

E se risponderai che abbiamo solo una bocca ti dirò che due son le labbra.

Avvicina le tue alle mie screpolate dal tempo, e guariranno, come sempre è successo.

Ti ho mai detto come il nome che indossi ha ben poca importanza se paragonato al suono dei passi che ti avvicinano a me?

Ma forse lo senti il mio silenzio, non ha bisogno di parola il filo di seta che unisce lo sguardo di due anime sedute sulla panchina.

Il cielo si ferma per guardarci, un bacio dura più del tramonto.

E noi siamo qui.

A non dirci più nulla, a guardarci soltanto, a lasciare che il vento ci mischi il respiro.


16 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof