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40 VOLTE UN GIORNO di Doria Tacchia

Dal piccolo terrazzino, dove mi siedo ora, per pensare di non pensare, vedo dei piccoli quadratini luminosi, credo siano finestre, mi piace credere che dietro ci sia una parvenza di umiltà del vivere.

Non riconosco, e sono grata alla stanchezza, quello che fino a ieri credevo, non ci faccio più caso... Orologi, tempo, ticchettio, solo immaginazione.

Ringrazio il Nulla, che si fa grande e silenzioso, e porgo la mia guancia, per un piccolo bacio a fior di labbra.

Sento il rumore del treno che corre su un binario sconosciuto, e questo peso sulle spalle, dev'essere la mia Vita che porto ovunque, finché potrò vedere ancora l'alba di una magica luna, nascosta tra i riflessi di un mare d'argento.

Ho attraversato molte esistenze, che ora di me son parte, non m'importa la direzione, m'importa solo che a questo cielo appartenga.

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