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9 MM di Gianluca Sonnessa

Lei ha un cane. Un cane ha lei. Lei ha un suo mondo, lo sguardo assente, vecchi vestiti, la testa chinata. Anche il cane ha un suo mondo, gravita dentro gli occhi assenti dell'unica amica.

Intanto altri mondi corrono davanti a loro, a volte sfiorandoli.

Senza trasporto, quasi per caso.

Lei alza lo sguardo.

Vede quell'uomo e il suo passo veloce.

Abbassa lo sguardo, scuote la testa.

Il cane la guarda e muove la coda.

L'uomo con la valigia ha sempre più fretta di arrivare a sera, si accumulano chiamate senza risposta sul cellulare, salgono decine di anni sulle sue spalle curve.

A volte toglie la fede e compra venti minuti d'amore fasullo, poi torna a casa, bacia la moglie e accarezza la fronte del figlio che dorme.

Oggi è domenica.

L'uomo con la valigia porta la macchina all'autolavaggio, pulisce i tappetini, svuota il portacenere, passa il panno sul cruscotto.

Alle dieci e mezza va a messa.

Recita il Padre Nostro, l'Atto di dolore, stringe mani senza guardare a quale volto appartengono.

Posa nel cesto due monete da venti centesimi, il resto del caffè.

Esce dal portone dopo aver salutato la croce e ripreso la sua, sale in macchina, la radio canta "Almost blue" di Chet Baker, sorride pensando al bar del porto, dove la chiedeva al juke box.

Decide di tornarci.

Ora è davanti al bar, il sole dritto sulla sua testa.

Entra, non trova il juke box, ma il tavolino vicino alla finestra che dà sul mare è ancora lì, stessa tovaglia a quadri rossi e bianchi, stesse sedie graffiate, stessa polvere, stesso odore di salsedine.

Ordina un Jack Daniel's e una media rossa alla spina.

Il mondo corre là fuori, i suoi pensieri anche.

È quasi buio e le medie rosse sono diventate tre.

Come i Jack Daniel's.

Risale in macchina, il parabrezza è uno schermo aperto sullo spettacolo del mare.

Apre la valigia e tira fuori la Beretta 92 di suo padre.

Sorride, toglie la sicura, poggia la canna sulla tempia e preme il grilletto.

Ora i suoi pensieri sono sparsi sui sedili, sui tappetini, sul parabrezza.

Una foto attaccata al volante con un pezzo di scotch lo guarda.

Erano a Barcellona, due milioni di anni fa, quando ancora riuscivano a sorridere, dietro le loro spalle una signora tiene in braccio un cane, li guarda e sorride alla loro felicità.

Lei, poco lontano, sta preparando le coperte per la notte, dorme tra i container.

Il cane la guarda e muove la coda.

Lei chiude gli occhi e ripensa all'uomo con la valigia.

Si chiede se anche per lui è finalmente arrivata la sera.

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