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ALIENAZIONE di Noemi Agostino

Queste candele fioche illuminano la notte gocce di cera rapide, strisce sorde su vetro colano ripide. Ingoio il grumo pesante che si mischia col mio sangue e cerco in questa luce rossa la forza di una rivoltosa lotta verso il niente che mi circonda. Discorsi vuoti attenzioni devote a valori idioti il finto benessere mi logora e non c’è cura per chi vive fluttuando mentre tu cadi a picco col palloncino che ti avevano gonfiato... soffrendo, domandando... perché? Mi guardo intorno: vedo mio fratello respinto con le armi, ignorato con l’abbandono mia sorella viene maltrattata ed è vittima della tratta. Mio figlio viene calpestato le sue mani innocenti di lavoro usurato mentre il mondo osserva e con l’indifferenza gli restituisce un futuro negato. Sono aliena di questa inesistente civiltà di questo sentimento ipocrita di ostentata prossimità. Questo attimo segna la mia distanza dal falso mondo che io disabito da questo putrescente trono d’occidente che io abdico. Questo attimo eterno è combattimento verso occhi velati di proposito verso chi abbassa e si è fatto abbassare il mento. ​Verso il pomposo rito

del tempio grasso e malnutrito.

Verso chi muove la guerra

fingendo passo di pace,

verso tutte le preghiere

rivolte ad un Dio messo a tacere.

Verso chi dice di amare

e di loro-di noi non ne vuole sapere.

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