Cerca
  • Libereria

ARMA DI RAPPRESAGLIA 1 di Marco Domenico Grastolla

Quasi strisciando ti manifesti ai nostri sensi, subdolo, infido come un male incurabile. La presa di coscienza, l'ammissione della tua presenza, gela gli intestini. Ci fa stringere stretti fino al dolore, in un abbraccio muto. Gli occhi sgranati, il mento puntato al soffitto, le bocche socchiuse e le orecchie sintonizzate sul tuo ronzio. Una muta preghiera, un unico mantra martella nelle quattro teste di una famiglia: "Cadi adesso... Cadi adesso... Cadi adesso..." Ma il tuo mortale ronzio, che par quasi giungere dal ventre del diavolo, questa volta continua e si fa forte: sempre più minaccioso, sempre più reale. D'un tratto tutto orribilmente tace... I nostri cuori in gola hanno smesso di battere, come un pugno di pietra bloccato nella faringe. I petti gonfi, l'aria che non passa dalle narici... Chiudo gli occhi, quasi stritolo la mano di mia figlia e comincio a contare ancora una volta: "1...2...3...4"

21 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof