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ARMA DI RAPPRESAGLIA 1 di Marco Domenico Grastolla

Quasi strisciando ti manifesti ai nostri sensi, subdolo, infido come un male incurabile. La presa di coscienza, l'ammissione della tua presenza, gela gli intestini. Ci fa stringere stretti fino al dolore, in un abbraccio muto. Gli occhi sgranati, il mento puntato al soffitto, le bocche socchiuse e le orecchie sintonizzate sul tuo ronzio. Una muta preghiera, un unico mantra martella nelle quattro teste di una famiglia: "Cadi adesso... Cadi adesso... Cadi adesso..." Ma il tuo mortale ronzio, che par quasi giungere dal ventre del diavolo, questa volta continua e si fa forte: sempre più minaccioso, sempre più reale. D'un tratto tutto orribilmente tace... I nostri cuori in gola hanno smesso di battere, come un pugno di pietra bloccato nella faringe. I petti gonfi, l'aria che non passa dalle narici... Chiudo gli occhi, quasi stritolo la mano di mia figlia e comincio a contare ancora una volta: "1...2...3...4"

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