Cerca
  • Libereria

BUIO di Fior Di Spina

Prendi un respiro, profondo, e buttati. O meglio lasciati cadere.

Permettiti di precipitare.

Non sono assenza di luce, sono materia densa e viva. Non mancanza, ma pienezza.

Quando ti concederai di entrare in me, riempirò tutto.

I tuoi occhi, non più abbagliati dai colori, potranno finalmente vedere e riconoscere il vero. Cadranno le sovrastrutture, le apparenze. Tutto sarà limpido oltremisura.

Le orecchie avranno riposo dalla cacofonia delle parole inutili, delle menzogne, delle lusinghe e nel silenzio assoluto udrai il battito del tuo cuore. Sarà stupore riconoscerti vivo.

Avvolto da me, avrai la percezione tattile di ogni atomo, non saprai distinguere se sono io o tu, sarò oltre e sarò tuo. Una pelle nuova fatta di velluto che conoscerà contemporaneamente il possedere e l'essere posseduto.

Avrai movimento senza peso, ti sembrerà di camminare, correre, volare eppure stare immobile. Galleggiare. Come in una placenta, amnios che rigenera.

Non ci sarà più tempo e fretta, solo l'istante da godere, pieno di presente.

Potrai perfino assaggiare il mio sapore. Saprai che l'avevi dimenticato e sbalordito tornerai a comprenderlo come se non ti fossi mai allontanato da me.

Scenderò lentamente nei polmoni, ad ogni respiro, e da lì al sangue che mi porterà a raggiungere ogni cellula.

Non temere.

Non temermi.

Sciocche sono le superstizioni che ti hanno instillato, facendoti credere che io sia freddo e solitudine.

Proverai la sensazione di essere uno con tutto, non più piccola parte, ma vastità senza confini.

Risorgerai, creatura nuova e consapevole che la realtà quotidiana non è che dettaglio di finitudine davanti alla mia, e alla tua, se vorrai, immensità.

Vieni.

Lasciati cadere.

5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

IL CERCHIO di Gianluca Sonnessa

I vicoli stretti nell'abbraccio delle case in pietra, il suono dei nostri passi, un bacio autunnale. Ai piedi del lampione il cappello del sassofonista con qualche moneta. Perdermi e ritrovarti, nel m

LACRIME DAL CIELO di Sandra Iai

Una suola di cuoio batte ritmicamente sull'asfalto bagnato nella notte della città Il fascio di luce dei fari di una vecchia utilitaria illumina le goccioline sollevate dall'impatto Seduta sul gradino

NVS251 di Alessandro Mazzà

Il peso dei sogni mi sveglia Meravigliatevi basta torniamo alla scena Eccomi sono ancora uno spiantato felice e generoso moribondo trovo il tempo di scrivere qualcosa che sembra per voi C’è stato un i