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IL PESO DELL'ANIMA di Mariateresa Scionti

Ci perderemo tra la pioggia, come quelle gocce che si schiantano sull'asfalto.


Non mi troverai come quelle chiavi che cerchi disperato nello zaino e non riesci a vedere, come la strofa di quella canzone che avevi in mente fino a un attimo prima e sembra esserti sfuggita.


Ci siamo mischiati i dolori, leccati le ferite, in quelle feritoie che si aprono tra gli infissi delle finestre.

Sei ancora lì, con quello sguardo perso nel vuoto, un posacenere pieno e la bottiglia di birra che ti osserva dal comodino: dalle sue trasparenze puoi intravederne il fondo, senza toccarlo.


Me ne andrò, in punta di piedi, vorticosamente immersa nei miei pensieri che porto sulle spalle, stringendo forte le fasce, a passo cadenzato sui miei "perché". Intanto il sole picchia al finestrino, tutto sembra immobile, eppur si muove al ritmo intermittente dell'autobus, ogni fermata è un ricordo, ogni volto una verità.


Avrei voluto un "giorno in più" per fissare sulla pelle la tua essenza, per ripercorrerne ogni tua piega, per dissetarmene durante la tua assenza.


Il pensiero crea e trasforma, svelami la tua nudità, mostrami l'anima, la mia è sotto vuoto, me la sono dovuta guadagnare grammo per grammo. Ci siamo raccontati i sogni per poi perderli al risveglio, confuse le parole, scorrono fiumi d'inchiostro a separarci.

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