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LA VOCE DELLE LANCETTE di Gianluca Sonnessa

Dimmi che hai paura.

Che cercando frammenti e conchiglie, hai smosso con il tuo passo un solo granello di sabbia, e quel granello da solo è bastato per cambiare l'orizzonte.

Raccontami della paura che senti quando ti perdi nella leggerezza del falco, mentre segui con il dito i cerchi disegnati dal suo volo, mentre cerchi una risposta che protegge il nascere di una nuova domanda, meno importante e più vitale della prima.

Il giorno si è addormentato dopo aver superato le montagne, ma domani i tuoi occhi lo risveglieranno.

Dimmi che hai paura delle foglie cadute e del suono che creano volando, dei rami, che spogli quando sotto lo sterno conservi l'inverno.

Ho guardato il campanile questa notte.

Quello che vediamo dal balcone delle mura in cui abitiamo.

Nemmeno sforzandomi riuscivo a sentire la sua voce, ma le lancette che non riuscivo a sentire parlavano, questo lo so.

Dimmi che hai paura di perderti, ma vieni a cercarmi.

Io ho paura di perdermi, ma non di cercarti.

Quando per l'ennesima volta ti troverò, ti dirò che ho paura.

Che sorrido quando la sento bussare, poi apro la porta per offrirle una birra da ottantanove centesimi.

Ti dirò che di lei ho bisogno.

È stata un'ottima compagna di viaggio nel viaggio che aggiunge in me un anello per ogni anno che passa.

L'ho accolta, e la luna mi è testimone, così lei per me ha cambiato nome.

È diventata la mia forza.

Il mio prossimo passo.

E nel prossimo passo, ancora, e per sempre, ci sei tu, che per me hai cambiato nome.

Oggi ti chiami Amore.

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