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LETTERA A F di Matteo Gentili

Ho un amico, si chiama F Non proclama drammi La verità fa paura Toglie all'anima tutti i grammi Nei momenti più felici Abbassa un po' lo sguardo La felicità nasconde cicatrici Che fanno male in ritardo La bontà di gesti Di cui non tieni conto Tutto ha il valore di un momento Anche le fatiche a cui ti presti

Sembri un lavoratore infaticabile Nascondendo sempre quel qualcosa Sembri vivere un vita impossibile Ma i tuoi occhi hanno un'ombra, Ed ora che ti osservo con occhi diversi Ora che capisco i tuoi momenti Ora che capisco il motivo per cui combatti Apprezzo la realtà, nascosta negli occhi tristi

E se mi chiederanno Il perché di quello sguardo Indicherò il petto Contando ogni battito Come fai tu osservando quel macchinario

Ora hai gli occhi tristi È difficile nascondere un'emozione Hai gli occhi di chi osserva il mondo Con la dovuta attenzione ​

E se mi chiederanno Sono lacrime quelle che vedo? Asciugherò il mio viso Perché il tuo è il coraggio L'unica cosa in cui credo davvero...

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Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof