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NVS98 di Alessandro Mazzà

L’ultima casuale immagine avrai tra poco darà quella luce sulle mancate coerenze del mondo attesa e insospettabile come ogni arrivo velo spiegato e ciò che non hai osato chiamare fine perché tradiva sempre la tua paura la tua fede la bella inquadratura che non sei ancora stato neanche con l’invenzione del tempo in aiuto per gettarti in pasto al fingere la parola assente a confidare in millenni di riparazioni di occhi come questi a cura degli allievi di chi non ne ha avuto competenza ma salvati sottraiti abbi anche tu finali ridicoli prima che sia troppo tardi o che tu sia troppo grande prima di vincere voltarti pensare correzioni

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Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof