Cerca
  • Libereria

SILENTI NOTE di Majlinda Petraj

Suonare all'unisono

con il lamentar adagio del pianoforte.

Il mio cuore teneva

lo scandir del tempo,

leggendo una partitura ingiallita

da tempo sofferente di solitudine

dentro il cassettino centrale

della scrivania in legno di ciliegio.

M'è grande, infinitamente grande,

il vuoto che ulula irrequieto

questa melodia è giunta alla fine.

Rimane l'eco

dolce sussurro flebile

un Sentire perpetuo

che fa di me

una corda che vibra

un tasto che echeggia

perché la musica non va,

ti vive dentro.

47 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

LA MORTE DEL SIPARIO di Gianluca Sonnessa

Sono stato sull'orlo del burrone. Per diventare l'orlo, il burrone, la caduta, l'ultima onda sotto l'ultimo cielo dell'ultimo mio attimo di morte. Sono stato l'amore. Per diventare il suo sangue, la s

NVS208 di Alessandro Mazzà

Cosa scrivo? Il poema dell’inesistenza dello spazio e del tempo e del loro fare un bel male Tutto intero il libro del mondo nel piccolo mio capitolo del libro del mondo Che sono un uomo che vuol dire

IL GESTO DELL'ABBRACCIO di Sandra Iai

Il libro fa il gesto dell'abbraccio prendendo i tuoi pensieri li custodisce nel segreto delle sue pagine chi vorrà muovere i suoi passi chi si soffermerà al suo interno avrà preso la decisione di entr