Cerca
  • Libereria

SLOW-MOTION di Majlinda Petraj

Una donna stanca la riconosci.

Da come trascina il passo,

da quello chignon incurato,

capelli unti e svogliati

opachi e sfibrati

immagine remota di uno splendore perduto.

La riconosci


Cammina sempre dietro a tutti

per contare la sua tristezza

nei passi degli altri,

per essere inosservata

quando finti colpi di tosse

ammortizzano il pianto.

Da come guarda le vetrine

con la coda dell'occhio

non trovandosi idonea

dentro quelle confezioni e paillettes.


Dalle parole assenti

dalle urla finite nei pugni

che stringono un fazzoletto

umido, bianco, narrante...

Una donna stanca

non si guarda più allo specchio,

la proiezione del mondo

nelle sue pupille,

incenerita da tempo.


Completamente lasciata alle spalle

sale gradini d'insostenibile fatica

nella mano destra un piccolo sacchetto

qualche chilo di coraggio

e sogni taroccati.


L'apatia come scudo

il Silenzio come spada,

divisa a metà,

cuce col fil di ferro

il suo cuore di seta.

27 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Se muoio adesso c’è una serie di cose non finite c’è una serie di cose che non andavano finite c’è una domanda su cosa sia davvero una cosa finita ma è una domanda che ci sarebbe in ogni caso c’è una

Ma che bella sera stasera amore mio con i tuoi baffi che tagliano il cielo e i capelli che fuggono dalla nuca e mi raccontano canzoni di traverso quelle che la poesia sgattaiola qua e l¢ Ma che bella

È sbagliato pretendere di più sbracciare sempre alla ricerca di quello che non puoi trovare. È sbagliato andare fuori tempo, fuori luogo, fuori tutto. È sbagliato ma io non son capace di percorrere st