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UNA MADRE di Luigi Costantino

Tu, madre, non vuoi farle mancare nulla.

Sorridi quando vorresti urlare, e urli quando vorresti concederti un po' di buonumore.

Saresti capace di ogni azione pur di vedere nei suoi occhi una scintilla di gioia.

Sei prodiga di gesti e di premure e di attenzioni senza sosta.

Lei è poesia del tuo sangue, i tuoi capelli come i suoi, le tue mani le sue mani, una fusione, le sue parole, il suo modo di reagire che ti ricorda quando eri una ragazza e non avevi altro nella testa se non diventare te stessa.

Rivedi in lei uno specchio di purezza.

Ma lei ora è bloccata, una macchina ferma nel traffico, luce spenta, fragilità del giorno.

La vedi nella sua stanza raggomitalata tra cocenti delusioni e speranze di rinascita.

Vorresti trasmetterle una piccola dose di contentezza.

Vorresti dimostrarle che la vita non è solo fastidio, ma è anche danza, stupore, imprevedibilità.

Chi può dire come sarà il futuro?

La guardi: è simile al sole, potrebbe far impazzire mille uomini.

Tu, madre, per lei sei fiume inarrestabile d'amore, calore per il suo inverno, freschezza per le sue notti d'estate.

Tu, madre, sei comprensione e sostegno.

Sei lo spettacolo che diventa opera d'arte.

Tu, madre, hai creato un capolavoro.

Abbracciala, stringila forte.

È lì davanti a te... tua figlia.

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