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  • Libereria

WHITE BELL di Marco Zanni

Camminiamo scalzi sull'asfalto di Roma Giochiamo una domanda a testa verso il fondo dove possiamo accarezzarci cicatrici Calpestare rami vetri rotti spine rischiare Dal Colosseo a viale Glorioso su per il Gianicolo La strada spaccata dalle radici dei platani La tua mano dietro la testa quando ci siamo dati i baci sulla guancia E speravo di sbagliare ad appoggiare le mie labbra fermarmi a piazza Garibaldi con te addosso Roma che ci fissa da là sotto Sliding doors quale futuro avrebbe atteso Il cappellaio matto il sogno americano Suona la campana mezzanotte e devi dirmi addio Canticchio frasi per te che evaporano come incenso Ci sfioriamo con le tasche piene di terra e dollari d'argento Tracce nella polvere rotoliamo come dadi sul fondo della strada La piazzetta il campanile il mio cuore storto I tuoi capelli che brillano tra le mie dita La campana bianca l'ultimo rintocco appeso a un cappio. Mezzanotte e non riusciamo a dirci addio.

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Sono già morto e non nascerò sono appena nato mi lascio e tornerò sono il trascorrere in un punto e non sono quel punto sono l’inutile contare dormo da duecentomila anni e dormo tra duecentomila anni

Sono la parte vera del tuo sogno la fiamma che respira e scalda ogni tuo giorno il punto in cui la cascata s'infrange lo scoglio che riceve la luce che disseta Il buio l'hai sconfitto già in passato e

Che futilità essere contenti. Lo spessore, il valore, le perle dell’anima si manifestano nella sofferenza. Ma non si può sempre soffrire. Bisogna avere il coraggio di essere allegri. L’allegria è prof