7/2/2019

Nell'algida estasi
nasce un principio d'autunno,
certi grigi sospesi nel cielo

dirompono sulla cupola cobalto,

deboli sciacquii marosi

ondulano il nostro ascolto

vagheggia l'anima incendiata

in nuvole uggiose di pesante fumo

le gambe fradicie sghembe fiacche

all'addiaccio incolto

le ossa di avi ambisci

per un riparo feroce

a sorgiva fonte di speranza:

in albore l'anima querula

7/2/2019

A caccia di lampi

di genio o di follia,

con l'animo sempre

almeno doppio e

frainteso.

Ma che importa!

Col cervello liscio

tra le maschere sociali,

con valli e monti su terre

eteree: certo nebulose,

non meno reali.

Ma a chi importa!

Parla a nessuno e

pensa per tutti,

con la boria del volgo

scontra i suoi flutti.

Per loro è vento fuori casa,

tempesta nel vuoto.

Ma gli importa?

Ama e odia come solo

chi ama giusto, come

chi guarda l'altrui sorte e

non prova gusto.

Gli importa!

Penna impotente è

la sua per chi si pugnala con diletto,

un occhio al dì e l'altro

prima di andare a letto.

Non gli importa!

Lasciarli andare, cadere

come foglie morte, che

per chi dorme come loro

non c'è sveglia così forte.

No, non gli importa!

Eppur sta male, si tortura

tra i viaggi in terre ombrose

a cercar la lingua giusta.

Che così martoriato vede

l'uomo in carne,

un abisso e più lontano

da colui che dalla testa

non vuole uscirne.

Sì, gli importa!

Per quello spettro tra le orecchie

continuerà le sue ricerche:

si farà strada tra l'indifferenza loro

e viagger...

6/2/2019

Mi salvo solo nel mio substrato

dove la pelle è vestito

di vibrazioni

e l’universo, diafano ed impalpabile

strato di effimero ed immortale,

è alimento

dell’anima mia.

6/2/2019

Eri tu la mia poesia

mi parlavi la notte

ti ascoltavo di giorno

vestiva la fantasia

i nostri desideri

eravamo noi

nel buio del mare

con scie di barche

a guardare le stelle

distanti le mani

abbracciati i pensieri

persi lontano

come nei sogni

i nostri nomi

sussurrati dal vento

naufragati infine

tra oscure onde

6/2/2019

Ecco questi versi inediti

nell'inedita mia voglia

di cantare a parole

la storia dei pirati buoni

che vogliono cambiare il mondo

a colpi d'ascia poetica

ecco subito giungere

il capitano

con la sua fedele sognatrice

colei che ha inventato l'amore

nel sud della sua terra interiore

ed eccola, l'altra poetessa

con la sua dolce barcollante

tristezza allegra

guarda, arrivano gli altri

piano piano

incalliti creatori della rivoluzione

in quanti sono

in quanti siamo?

Non ci è dato saperlo

ma sappiamo bene

che sono tutti belli

e incazzati come gli eroi

niente è comune

nel cuore di questi uomini

niente è banale

nel sangue di queste donne

nelle idee di questi guerrieri

che uccidono la morte

ogni giorno

con la punta affilata

di una penna

ed eccomi finalmente anch'io

un po' in affanno

con la mia fedele speranza

felice di esserci

e di diffondere parole spray

come ventate d'aria fresca

sul viso dei passanti

che ancora si chiedono

com'è possibile

com'è possibile

che al mondo esista ancora

così tanta bellezza

6/2/2019

Lui era lei.

Lei era ciò che lui aveva deciso.

Lui muoveva i fili.

Lei sognava la realtà.

Osservare il Grande Autore all'opera era uno spettacolo sconcertante, poteva manovrare il sogno dall'interno prevedendo le mosse.

Perché la realtà, in fondo, è solo un punto di vista.

Infatti per dieci minuti rimase sdraiata sull'erba odorosa di un prato immenso trapunto di tarassaco, mentre  il sole andava e veniva sugli occhi suoi chiusi e la mia voce lontana un centimetro dall'orecchio e un millimetro dal cuore ripeteva "sono qui".

Si faceva baciare la fronte, sentiva sulle guance le gocce calde che chiamava pioggia, le gocce calde che chiamavo lacrime.

I suoi dieci minuti furono i miei ventitré giorni d'attesa.

La guardavo con gli occhi sbarrati, mangiato com'ero dai fotogrammi di quel maledetto pomeriggio che aveva reso differenti  le nostre realtà.

Il faro del Renault 4 che invade la corsia riducendo  il raggio della pupilla, l'alternarsi del buio e della luce, le voci, il bagliore blu delle sirene, i...

6/2/2019

Trattare

ogni ferita

come solco

in terra fertile

spargere semi

dove il contadino

traccia

le sue strade

dolorosa è l'attesa

madre natura ha i suoi tempi

ma veder sbocciare il fiore

sarà meraviglioso

colorato dal sangue

ammorbidito dal dolore

sorridente dal ricordo

berrà acqua fresca dal sole

terra che rimane terra

ma ricca di opportunità

casa che protegge storie

che accadono in una pagina

braccia che sostengono

occhi che consolano

paura che svanisce

in un sogno ormai lontano

6/2/2019

Questo tramonto è un'albicocca

e fa paura

è mia nonna

che in primavera diventa

ciliegia e nespola taciturna, dice

esprimi il desiderio per la prima della stagione

d'estate saranno i fichi e le pesche

a farci scordare la morte

e in inverno sempre lo stesso melograno

non ancora maturo

Questo tramonto

è incendio

una sigaretta finita troppo in fretta

la paura che lei muoia e io le abbia solo fatto del male

Ho finito il pennarello arancione

sono rimasti solo Riopan già aperti

e io non so ancora vomitare

a vent'anni

non so ancora volerle bene

cerco ancora un colpevole

da accusare

non volevo vedere la morte così giovane

non ho nemmeno raggiunto il metro e sessanta

e ho ancora paura delle farfalle

Io non volevo essere cattiva come mio padre

ma a vent'anni

io non so ancora trattenere

Questo arancione

è difficile come Bassai sho

e io resto ancora un piccolo magikarp

Ma questo tramonto

è sempre lo stesso melograno

non ancora maturo

Non è ancora tempo

tramonto resta qui

finché non imparo a vomitare

6/2/2019

Sarò forte

col debole in me

sempre nuovo inventore

per il principio accogliente

che in me

dolente e grato

riconosco

e sarò debole

col forte in me

portatore di pace

che fa testo e tesoro

da ciò che è dono

e che è visione

e sarà bellezza contenuta

ciò che è forte ed è invadenza

e sarà bellezza continente

ciò che è debole ed è abbraccio

e sarò rivoltoso maschio

con la lucente femmina in me

che mi cerca

e sarò risposta femmina

per il combattente maschio in me

che mi elegge

sarò nato

e sarò forte coi deboli e debole coi forti

in un finto fuori di me

che è la somma del sommo delle umanità

delle volontà

di comunicazione

di ricerca possibile

di ricerca comune

nasce così

in ogni nuovo nato me

speranzoso per ogni te

il veicolo spaziale e temporale

con a bordo tutti

i beati poveri di spirito

i felici nell’avanzare affamati

i riconoscenti nel riconoscersi

i desiderosi di avere e di essere

parola

perché di essi è il regno

non di questo mondo

perché di essi è il regno

lo è già

6/2/2019

Mi guardo intorno 

e cerco di farmi largo

fra bassezze ed ingiustizie

a volte brancolo nel buio

a volte incespico

Mi guardo intorno

e cerco la luce

bagliori di luce

che mi aiutino 

a farmi strada 

A volte mi basta

afferrare un raggio di sole

e avvicinarmelo al cuore

oppure guardare gli occhi

lucenti e dolci

di un bambino

sospesi come due stelle 

nel loro mondo di speranze

A volte mi soffermo su un sorriso

che si posa su di me silenzioso

come candida neve

Mi guardo intorno

e cerco la bellezza

che si palesa

anche in una tenera e potente parola

ed il buio si dissolve.

6/2/2019

Avrai tepori nuovi, 

Ove oggi vige il freddo. 

Un mondo da scoprire 

Quando il sole splende alto. 

Dieci sorrisi in un momento. 

Avrai un forte sussulto 

dentro di te. 

Aprirai gli occhi 

Verso il cielo! 

Non arrenderti, piccola mia

nze

Trasfigurano prima o dopo

Altri giorni spietati

Nei volti illuminati di amara consapevolezza 

Degli abituati

6/2/2019

Dure e necessarie

Le abitudini 

Raggiungono le persone

Prima o dopo

Altri giorni feroci 

Guadati dagli adatti individui

Al mondo che a loro è accaduto 

Adattarsi a nuovi giorni

Abituati allo stesso mondo

Così che le innocenze 

Insidiate

Dal monotono respiro di paurose esistenze

Trasfigurano prima o dopo

Altri giorni spietati

Nei volti illuminati di amara consapevolezza 

Degli abituati

6/2/2019

Chiedo a Voi Pirati di riconoscere le mie mani su queste parole, 

alle quali nemmeno io so d'appartenere.

Da questa riva del fiume impetuoso

dove diventa gioco il rischio e il limite mio ora non conosco,

dalla cima di un albero spoglio, 

aspetto il mutare delle mie stagioni, 

e nelle cadute mi accoglie la terra ora ancora fredda. 

Ma vabbè ci si rialza al gocciolio ritmico di questo cielo d'inverno, e raccolgo i capelli bagnati che c'ho da far una treccia che si unisca a quel ponte, dove raggiungere chissà quali mete.

E chiedo a Voi Poeti: chi sono? Son io? Sei tu?

Siamo Noi a divider la barca, a giocare ai pirati con penne d'inchiostro, che tingono animi, corpi e pensieri, così, come se fosse ancor ieri, che nella cesta ti culla, ti abbraccia e sorride il calore avvolgente del Dolce Nulla!

6/2/2019

Le mani 

non sanno mentire

e non c'è inganno

in un abbraccio.

Quando ti trovi

confuso e perso

tra migliaia di parole, 

tuffati in un abbraccio

quello che non aspetta altro

che... contenerti.

E fatti mappa

per quelle mani

che cercano di conoscerti.

Le sensazioni che proverai

ti daranno le risposte che cerchi.

Non c'è bisogno di tradurre

certe mani, 

silenzia i battiti

trattieni il respiro

e senti...

Quante belle cose

si possono dire

sfiorandosi. 

Non avere fretta 

e trovati

le mani giuste. 

6/2/2019

Si seguono le ombre, come senza

accorgersene a probabili collegamenti e

si coprono di ombre,

lasciandoci nudi e soli alla vergogna di

essere noi i limiti.

Ora insegui le ombre che seguono le stesse,

formano il solo concetto,

che tutto e niente è.

Il giudizio sparisce invisibile,

lo sento dalla pelle che prende vita,

lasciando il cielo respirare.

Praticaestetica

distante e latente se occhi non hai,

da vedere nuotare le ombre.

Please reload

Post recenti
Please reload

Archivio
Please reload

© 2017 Libereria