7/5/2019

A piedi scalzi, a mani nude

scrivi. 

Scrivi per non tacere il disaccordo, per far rumore nella tempesta,

scrivi forte che non appartieni a ciò che resta, 

né per convenzione, né per stanchezza, né per inutile protesta. 

Scrivi, 

scrivi che non t'importa di quel confine, è un'illusione di chi lo pone, e con la penna in mano gli tieni testa, e non è Tutto... ma è ciò che resta.

Se posso scrivo per dire basta, ai vuoti da riempire in testa di chi sfoggia le Verità in tasca. 

M'insegnino i dottori, a cucirmi le ferite, e i filosofi a usare le solite frasi e le parole ardite...

e poi il mio corpo infine, in mezzo al foglio e scrivo ancora, se è muto il coraggio di dire Voglio!

E allora voglio, prendermi carico del mio pensare per dire che ancora so nuotare, 

in quelli che a volte chiamano abissi. 

Scrivi e accertati di aver scritto, quello che davvero pensi di dar per certo.

E leggo sentenze con belle parole, pesanti tanto quanto la fame e il dolore, e sono gli abiti che ti porti appresso, e non vedi ne...

6/5/2019

Molte donne indossano un burka,

a volte si vede, è evidente

è scuro, è nero non lascia

intravedere niente.

Noi ci scandalizziamo,

ci ribelliamo,

accusatori, giudici

emissari di Dio.

Molte altre donne

indossano un burka

trasparente, invisibile,

soffocante.

Noi non lo vediamo,

non lo tocchiamo,

non ci scandalizziamo.

Quante gioie negate,

quanti traguardi impediti.

Non sai fare, non sai dire

e ogni disprezzo ci copre,

ci annebbia.

Ma la difesa dall’odio è dovuta,

spalanca le braccia,

niente ti coprirà

non farti mettere abiti

che ti deformano,

chi sei dillo tu!

Dillo piano, dillo forte

varia può essere l’intensità,

ma chiara deve essere la tonalità.

6/5/2019

Mongolfiera il mio onore

Sale e brilla di colore

Spento il vento del dolore

Sembra unguento di un amore

Sono giullare medico cavaliere di una vita 

Rido e ridi dolce stella

Viva e incanto del mio animo 

Che quieto e forte splenderà

6/5/2019

Non so spiegare

questo bene grande per te

così vivo

così amaro talvolta.

È nato

raccontandomi il mare,

è cresciuto

raccontandoci la vita,

è diventato poesia

lontani assieme,

nel tempo.

Ogni tua parola

scioglie emozioni,

da sempre

appartiene a te

la mia anima,

non lasciare che si perda.

Questo bene

è un sogno struggente,

guardare

il mare e le stelle

nei tuoi occhi,

abbracciarti

almeno una volta

o forse mai,

forse sempre

o forse... chissà.

6/5/2019

Non cambierai mai il mondo
se non sarai convinto
di poterlo cambiare
non inventerai mai un giardino
se non curerai con attenzione
ogni piccolo filo d'erba
e non amerai, non amerai mai bene
veramente
se non ti porrai come obiettivo principale
quello di veder nascere 
mille fiori, sorrisi luminosi
sul volto della persona
che ami.

6/5/2019

Piccola,

come un essere del creato,

occhi vitrei di pesci morti

in barattoli di comune destino,

il dio non ne sente la compassione

capace solo di compiacersi

della potenza che (da lui) sovrasta.

Di inerme vita

di vago senso all’esistenza

alterno confusa

il prevalere doppio e contrario

di chi sovrasta e non avverte

a chi investito e annientato

del mondo tutto

ne possiede il sentire.

6/5/2019

È tutto qui ciò che serve
In questo mondo

Ci sono venti che
Soffiano da Nord
E venti che soffiano da
Sud
Un Est ed un Ovest
Dove il sole
Nasce e muore
Fra cieli tinti
Di luce e di splendore

Terra e acqua
Amanti inseparabili
Fuoco e aria
Scintille di passione
È tutto qui!

Sembra che non 
Manchi niente
Perfino rosse ciliegie
Che alleggeriscono
I rami
E cani che ci leccano
Le ferite

Poi mani da stringere
Bocche per baciare
E numeri per contare
Lo potremmo fare
All'infinito

E ancora
Carezze per i nostri figli
E bambini con cui
Giocare

C'è anche il non
Coraggio
Di invertire certe rotte
E ci sono i passi falsi
Che ci fanno cadere
Negli abissi
Dove il sole non arriva

Ma anche lì
Nel regno delle tenebre
Possiamo prestare attenzione
Porgere l'orecchio
E ascoltare
Anche lì
Potremmo sentire
Un dolce canto

Eh sì
C'è tanto in questo mondo
E lo penso 
Con le braccia conserte
Mentre cala la sera

Eppure so di tramonti
Blu lontani.
Che non vedrò mai.

6/5/2019

Siamo stati tanto vicini da riuscire a fermare il tempo, ma non per sempre. 
Sicuramente una frazione di eternità conserva il peso di quell'attimo in cui, separati solo dal soffio di un vento con in braccio il ronzio delle api davvero riuscimmo ad essere una cosa sola. 
Restando liberi di essere. 
Siamo stati vicini come cielo e mare per chi osserva l'orizzonte o come lembi di una ferita che nel volersi riavvicinare sanno di essere già cicatrice. 
Quel mondo era completo, non serviva altro per renderlo perfetto.
Ma non ti bastava.
Lentamente, poco per volta, con delicatezza, sei riuscito a togliermi dalla terra per chiudere dentro un vaso le mie radici. 
Mi volevi per te. 
Ed io, lentamente, ho iniziato a morire.

6/5/2019

Apersi gli occhi sul garrulo fuoco

e madido il cuore disse sì il vero

è tagliando il monte aspro

ovunque agitando grecale

a scorciapelle ornato da stelle diurne

accolte da rosee verande sul mare

che il tramonto affresca nel blu

onde risorse e sorge

il quadro mancante

che l'amore non è sufficiente 

che la vita non può fare d'amante

6/5/2019

Sto distruggendo un muro

o sto creando spazio?

Sto abbattendo barriere?

Sto spostando spazio?

Sto passando il tempo?

Sto passando, con il tempo

che avevo creato io stesso?

La risposta giusta è

cambiare domanda

Le macerie prenderanno altra forma?

Avranno un'altra vita, altrove?

Voglio dire che è un passaggio?

Che niente si elimina per sempre?

Queste macerie andranno a finire

da qualche parte

quindi in realtà

sto creando spazio qui

per crearne altrove

quindi in realtà

sto creando spazio qui

per occuparne altrove

Sbriciolando lo spazio edifico

le forme del tempo

Non sei riuscito ad abbattermi,

non mi hai abbattuto... lo sai...

6/5/2019

Leggere isolando il trauma

non per trame

interrogare la discontinuità

non l’esito

trovare punti di rottura

non linee di cammino

è l’orecchio che

non prestiamo mai

altrimenti la storia

non prenderebbe alla sprovvista

e la cosa da leggere

non si troverebbe

6/5/2019

Ma se un giorno
improvvisamente
dovessi allontanarmi
da te

ti lascerei ogni mio sorriso
perché tu l'hai fatto nascere
e lascerei con te tutta la gioia
che esiste solo grazie a te

e ogni nostro discorso
che parte dalle bollette
e va a finire ai moti dell'universo

E come portar via
tutti questi ricordi
tutti i respiri
tutti i nostri giorni

La morale della favola è
che lascerei me stessa
molto più di quanto
potrei lasciare te

6/5/2019

Non tornerò da eroe
Ma d'abitudine
Sulle ali del senso,
Il settimo.
Ho visto incudini 
legate
Alle caviglie degli
Eserciti per cui
Conta solo il numero.
Le mani sporche di sangue
Sono quelle che più
Cercano mani da stringere e
Aspettano una pioggia
Che lavi.
Ma arriverà
La tempesta imperfetta
Quella per noi,
Si leveranno i fronti e
Al sole volgeranno i sogni
Oltre le fronti:
Un'artiglieria di 
Vocaboli a
Ridire il mondo,
Esercito,
Schiere d'antieroi
Delle cause perse ma
Dalle conseguenze utili:
Non potrai non
Aggiungerti a
Noi e alle nostre anime
In fuga, 
Le nostre anime 
Dai numeri bassi.

6/5/2019

Se sono fatta per volare

perché sono incatenata a terra?

Le mie ali intorpidite

bramano l'infinità dei cieli

quando allegri accompagnano

un sogno migrante. 

Ci ho provato

e riprovato

mi sono schiantata a terra

portando lividi ovunque. 

Se nessuno ti insegna a volare 

avrai sempre belle penne bianche

mai sporcate 

accartocciate

sistemate per bene in una scatola

nella vetrina delle possibilità. 

E può capitare 

che i tuoi cinguettii dentro la scatola

li senta il primo passante distratto

e non amante

delle creature che volano. 

Apri la scatola! 

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