8/7/2019

Voglio continuare così 
voglio entrare nelle stanze della poesia 
e rivedere i tuoi occhi 
voglio fuggire via 
andare in direzione contraria 
dimenticando il mondo. 
Voglio arrivare a sfiorare le nuvole. 
Non mi servono aerei 
o navicelle spaziali. 
Per toccare il cielo 
mi bastano le tue mani. 

8/7/2019

Quando impareremo a stare in silenzio 
intuiremo che anche i pesci sudano

Quando impareremo a stare col silenzio 
sapremo porgergli sempre due saluti

Quando cercheremo il silenzio 
lo troveremo

Quando troveremo il silenzio 
il resto scivolerà come acqua sulle anatre

Quando parleremo saluteremo prima sempre 
Quando chiederemo lo faremo cordialmente 
Quando ascolteremo non distoglieremo lo sguardo dagli occhi 
Quando

8/7/2019

Formiche che marciano, che sfilano ignare,

guardate, osservate da occhi curiosi,

che pongono ostacoli che disfano tracce.

Cambiano strada, perdono rotta,

hanno uno scopo dettato dall’alto,

la loro linea è continua ed eguale

non c’è un senso all’infuori di essa.

Vita di gruppo, vita sociale

C’è un’unica mente, regina totale

Ad essa si affidano svolgono un compito

preciso e reale.

Ma cosa succede

se il comando è impazzito,

se la mente suprema

è nefasta e cattiva?

L’uomo formica, si adegua, si adatta,

rimanda al suo gruppo coscienza di sé.

È solo un ordine e viene eseguito

l’individuo è formica non prevale il suo sé.

La tribù è attaccamento,

società primordiale

al di fuori di essa c’è  morte sociale,

ma il gruppo è vitale, e nessuno prevale,

ognuno è se stesso forzuto di sé

si dona nel gruppo ma non perde il suo filo

regala le immagini scavando emozioni

e dopo risale col suo stesso sorriso.

Festante cicala, bussa

da noi, noi ti apriremo

e ti accoglieremo,

la morte civile è lontana

per te, noi non temiamo

la tua frivolez...

7/7/2019

Il sogno è un segnalibro interiore

da ritrovare in pagine

che ancora non conosco

di un libro immaginato

che mi sottrae all’inganno

del tempo materia viva

a cui non so prestare le mie mani

un mondo sempre estraneo e ingannato

dai miei fantasmi della meraviglia

queste lingue che portano

sono passate e mie

in quel mondo ogni morte

è impossibile

come lo è riscriverla

io sono il sognalibro

la vita è il libro altrove

7/7/2019

Io l'ho pagata cara
la mia libertà
e tu?

Ce l'hai una libertà?
Oppure con i tuoi soldi
sei riuscito a comprarti
solo una nuova forma
di schiavitù?

Io l'ho pagata cara
la mia libertà
e tu?

7/7/2019

Abbasso lo sguardo

quando mi perdo nel vuoto

          [che non trovo

e delle pozzanghere

scorgo il cielo

Strana cuna

di pioggia rafferma

che dell’ampio distesa

dentro il concavo abbraccia

          [unita nella stretta

per non perdersi nell’estensione

dell’universo l’abbondanza

7/7/2019

Prendiamoci una pausa

Dal vociferare

Dalle contingenze

Dalle file

Dal rumore assordante

Salviamo un'ora 

Un tempo

Nostro. 

Siediti con me

All'ombra di un albero. 

Parlami di un fiore

Guarda c'è una coccinella

Che spicca il volo 

E si posa su un filo d'erba!

E quelle nuvole 

Di ovatta

Che giocano con il vento?

Una foglia si stacca dal ramo

Cade lenta

Non ha fretta

Era un germoglio 

Ora ha tanti colori

Ed è serena

Nel ricongiungersi

Con la terra. 

7/7/2019

Ho preso una penna e un foglio bianco per scriverti, per raccontarti quello che ho visto oggi al tramonto, ma non potevo diluire il mio sguardo in queste inutili parole, allora ti ho parlato, sottovoce per non disturbare la quiete intorno, mi senti?

È quella siepe in fondo che esclude lo sguardo dell'ultimo orizzonte, e là, oltre ci sei tu, mentre percorri le strade che io non conosco, mentre gli alberi neri del viale in ombra ti proteggono, mentre un solo piccolo spicchio di luna illumina i tuoi occhi, che tanto mi somigliano.

Vorrei cantarti ancora quella tenera dolce canzone, mentre la tua piccola mano cercava il mio viso e io il tuo caldo sorriso.

Passa il tempo e non si cura di tutto o forse di niente, ma so che ci attraversa, a volte crudele, altre ci accarezza.

Se piango ora è solo per bagnare la terra arida di quel campo di papaveri rossi dove imparammo a volare.

7/7/2019

La sveglia suona, anche stamattina

il mio corpo si alza in automatico,

le volte in cui non dormo, saranno ormai una ventina...

ma il mio corpo si alza, niente attacchi di panico

ormai ho capito il ritmo che posso tenere,

senza dover per forza, andare dal medico

anche se il mio fisico inizia a dolere,

resisto in ogni sforzo, con fare ritmico...

Ma la sveglia suonerà, domani e ancora

il mio corpo si alzerà, anche se è stanco

giorno dopo giorno, getterò l'ancora,

un lupo di mare, non può stare in branco,

così mi alzerò solitario in questo giorno grigio

le nuvole spargono sprazzi di colore bianco...

io con i miei pensieri cammino e cammino

dietro di me, si profila un animo grandioso

non sarò mai ciò che voglio essere,

sarò sempre me stesso, e questo mi rende ansioso...

7/7/2019

Non passerà mai

questo senso di perdita

che sempre affiora

in ogni momento

di tante giornate.

Un angolo nel cuore

dove un'onda marina

rincorre la riva

senza infine morirci.

Un frutto non colto

rimasto sul ramo.

Un amore sognato

mai forse vissuto,

divenuto rimpianto

ancor più che ricordo...

7/7/2019

Nel mio giardino c'era solo erba alta. 
Le tue parole come punti di rottura 
Hanno tracciato linee di cammino. 
Linee come lame oltre la vendetta 
Un passo avanti sui rasoi delle mie colpe, 
Brancolare sulla densità di macerie 
Che nemmeno sospettavo
Scelte scartate modellate
Midollo vibrante compatibile al trapianto. 
Ci siamo messi in salvo 
Dalla consapevolezza dei nostri errori 
Trapiantato rabbia e chiodi
Seminato amori ed espedienti. 
Forte nell'arte di arrangiarmi
Ho coltivato l'armonia nell'esperienza. 
Le tue parole sono cresciute come canzoni
all'impazzata
Sbocciate distorte di impoetica responsabilità.
Le tue parole trascinate da attenzioni ricambiate
Hanno ricucito trame di cambiamenti inevitabili. 
Le tue parole danneggiate e riplasmate alla fine per me hanno fatto germoglio. 
È fiorito il mio giardino dei colori dell'incongruenza. 

7/7/2019

Ho avuto paura

per troppo tempo.

E quando il troppo

diventa troppo troppo

cerco di scrostare un po',

per rivedere di che colore sono fatta.

Mi ricordo che ero multicolore.

Adesso mi rintano

per non far vedere il mio grigiore.

Per non intristire il cielo. 

Per non toglierti un sorriso. 

Per non diventare trasparente, 

invisibile. 

Attraverso stanze del tempo

cercando di non sbattere le porte,

di non far rumore. 

Capita di specchiarmi

di fermarmi

di cercarmi

e di capire che mi sono persa. 

Capire che è tempo

di uscire dall'immagine riflessa,

alla luce del sole. 

Di lasciarmi piovere addosso 

la vita

e sentire colori

nelle vene. 

7/7/2019

Seduto sulla sponda

Di una ferita

Col tuo secchio pieno

di sassi da gettare

In quel discorso

D' acqua scarlatta,

Non è gettando pietre

che edificherai la cicatrice

Ritrovandoti sempre al delta o

Su quei ponti di sutura

Fragile a

Contemplare le due rive,

Col tuo carico di sogni

Per infrangere il

Battesimo invincibile

Dell'acqua, a

Reinventare il fiume e

Il suo discorso.

7/7/2019

Forse il vento ti ha portato il mio saluto questa mattina.
Se così è stato tu sappi che sono stato io ad averglielo chiesto.
L'ho fatto perché sa esser più leggero di ogni mio gesto quando carezza i tuoi lineamenti senza sfiorarti, mentre a me per riuscirci servon le dita.
Ho chiesto a lui perché sa chiuderti gli occhi quando ti sfiora scavalcando la sciarpa,
mentre io non posso farlo senza usare le mani.
L'ho chiesto a lui, perché io devo sussurrarti con dolcezza ciò che può cantarti senza usare la voce.
Allora ieri, pensandoci, verso mezzanotte, quando soffiava freddo
mentre fumavo e sembrava fosse arrabbiato, gli ho detto:
"Va’ da lei domattina, mentre aspetta il pullman, e sii gentile.
Spostale i capelli come faccio io, poi scavalca la sciarpa e sfiorale il collo.
Lei chinerà la testa verso destra, a quel punto tu allontanati di colpo.
Stringerà gli occhi, fermati per un secondo e guardala.
Mi raccomando, non te ne innamorare.
Se sarai fortunato sorriderà.
Soffierà fuori il fumo de...

7/7/2019

Alcuni,

I giocatori con sé stessi,

Coloro che corrono il rischio costante di perdersi,

Ritrovandosi solo scommettendo,

I dolci furfanti dei propri sbagli,

Solo ad alcuni è concesso di illuminarsi in sorrisi appassionati,

Amare senza chiedere,

Tornare impetuosi alla vita innamorata

Please reload

Post recenti
Please reload

Archivio
Please reload

© 2017 Libereria