21 DICEMBRE di Flavio Paolo Cartosio

December 13, 2017

Ora lasciatemi dormire
Mr Ballantine mi stacca dal mondo
in una stanza che sa di treno della sera
mentre sussurro una poesia al vuoto
a pochi respiri dalle sabbie mobili
I cani abbaiano nel vicolo
non riescono a starsene quieti
La cornacchia è scesa silenziosa
da una feritoia nel cielo nero di Yule
lillà tra le piume
Li scruta con pupille color liquirizia 
un indovinello appeso alla coda dell'occhio
Silenzio che rimbomba
impiccandosi all'insegna sigarette self-service
mentre ragazze inarrivabili
piccole dolci pallottole
accettano scommesse
Reggiseni neri 
giocano una partita a flipper 
alla fermata dell'autobus
con l'orfanotrofio dei cuori sottosopra
nella notte dei poveri e dei solitari
Zio Tom è uscito dal suo nascondiglio 
coscia di pollo in carta stagnola
sigaretta resuscitata
poesia muta lavorata dal buio sotto la luna dei crisoliti
Le Ore Piccole stanno bruciando le chitarre girando a trentatré nella camera a fianco
Anime in pena serrature senza la chiave
allungano il momento 
ordinando scorciatoie 
al banco della Fine dell'ovest 
Mettono in scena un lento suicidio
nel loro presente di gomme da masticare
Prendo appunti
matita e lume di candela
in equilibrio sull'onda distillata
oro chiaro di Scozia
Potrei essere sull'autostrada
a raccogliere conchiglie sul lungomare
a suonare un pezzo di Zappa
a stipulare un contratto d'affitto
per una storia sentimentale
Potrei essere ovunque 
alla fine della bottiglia
in prima fila 
ad ammirare il nuovo sole bambino
figlio della promessa
Scrivo geroglifici incomprensibili
mentre sistemo la cravatta a Louis Amstrong
Un taxi parcheggia nel momento preciso
della notte in ginocchio
I cani abbaiano e abbaiano
Reggiseno nero
nessuno ti amerà come potrei fare io
Non riesco a mettermi a letto
Un pensiero tira l'altro sollevando ghiaia
nel tentativo di dimenticarla
È una storia che annoia
ed è tutto quello che ho
riflessa nella carta stagnola 
di un pacchetto di Lucky
Noi due su un tronco d'albero
una promessa rotolata su prati e violette
Sto diventando pietra
Sto diventando vapore
motore che gira al minimo
stelle pallide
il suo sorriso
cani che abbaiano
Tutto quello che è successo
è successo. 
Rimane solo una quercia
una cicatrice sbiadita
nel bosco
delle more selvatiche.

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