ÈVENTO di Gianluca Sonnessa

July 7, 2019

Forse il vento ti ha portato il mio saluto questa mattina.
Se così è stato tu sappi che sono stato io ad averglielo chiesto.
L'ho fatto perché sa esser più leggero di ogni mio gesto quando carezza i tuoi lineamenti senza sfiorarti, mentre a me per riuscirci servon le dita.
Ho chiesto a lui perché sa chiuderti gli occhi quando ti sfiora scavalcando la sciarpa,
mentre io non posso farlo senza usare le mani.
L'ho chiesto a lui, perché io devo sussurrarti con dolcezza ciò che può cantarti senza usare la voce.
Allora ieri, pensandoci, verso mezzanotte, quando soffiava freddo
mentre fumavo e sembrava fosse arrabbiato, gli ho detto:
"Va’ da lei domattina, mentre aspetta il pullman, e sii gentile.
Spostale i capelli come faccio io, poi scavalca la sciarpa e sfiorale il collo.
Lei chinerà la testa verso destra, a quel punto tu allontanati di colpo.
Stringerà gli occhi, fermati per un secondo e guardala.
Mi raccomando, non te ne innamorare.
Se sarai fortunato sorriderà.
Soffierà fuori il fumo della sigaretta, e con lui un po’ di tensione.
Tu sposta via il fumo in fretta e poggiati sulle sue labbra.
Solo per un attimo, e solo per farmi un favore mi raccomando.
Sono geloso.
Va bene?
Facciamo così?
E poi, poi lasciala andare.
Lascia che sia.
Io tanto sarò qui ad aspettare serenamente.
Magari malinconico e sicuramente triste.
Ma so che tu capirai.
E che senza bisogno di chiedertelo,
con un soffio, la riporterai da me."

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