KAISHAKUNIN di Marco Domenico Grastolla

October 7, 2019

Sono al tuo fianco
e levo alte e minacciose
le mie parole affilate 
sopra la tua testa.

Chissà cosa pensi,
col tuo spirito in ginocchio
mentre punti un’arma mortale
in faccia alla tua anima.

Il primo passo verso l’oblio
lo hai deciso tu, e con le tue mani
e coi miei versi cercheremo
di farla finita in fretta.

Il tempo di un respiro
e vedo il tuo spirito
farsi vero, lo osservo aprirsi
implacabile da uno squarcio fiero.

Renderò immortale la tua morte,
con la mia poesia che si abbatte
con precisione a dare fine
alla tua sorte.

Qui con la penna
ogni poeta dà il colpo di grazia
alla propria pena,
qui sul bianco di un foglio scorre un sangue nero.

Siam sempre noi a stampare indelebilmente
la nostra morte con la penna,
e andare avanti con una nuova vita,
nuove lotte, nuove lame.

Siam sempre noi che consideriamo 
degno il fermare 
un pezzo di nostra storia
tra versi decisi, orgogliosi.

Siam sempre noi che sappiamo
ogni foto come un suicidio,
che sappiamo questa stasi come arma,
come pietra da lanciare al futuro.

Raccogli le parole dure come sassi
dei poeti, raccogli questa morte su carta
e lanciala in avanti con furioso amore,
mira allo spirito che ha il tuo stesso fervore.

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